Pietre Semi-preziose

Le principali pietre naturali semi-preziose sono le seguenti:

BERILLO: la famiglia dei Berilli ci regala alcune tra le più apprezzate gemme da sempre impiegate in gioielleria. Tra i più noti Berilli occorre citare lo Smeraldo (di colore verde), l’Acquamarina (di colore azzurro), la Morganite (di colore rosa), l’Eliodoro (di colore giallo), la Bixbite (rarissimo esemplare di colore rosso molto pregiato)e la Goshenite (incolore). Il nome deriva dalla parola greca “beryllos” e significa “preziosa acqua blu-verde del mare”; occupa un posto di primissimo piano nella storia dell’uomo sia per le sue varietà d’impiego gemmologico che per l’estrazione del berillio, elemento fondamentale nell’industria moderna.
Presenta una durezza di 7.5/8 e una gamma di colori molto vasta. Tali tonalità dipendono dalla presenza di tracce di Cromo, Ferro o Manganese, la cui concentrazione provoca una determinata colorazione. Questa pietra è un minerale della classe dei Silicati, noto per le sue varietà di gemme molto pregiate.
Il Berillo è molto diffuso ed i principali giacimenti si trovano in Africa, Pakistan e America del Sud;


ACQUAMARINA: appartiene alla famiglia dei Berilli (così come lo Smeraldo, la Morganite, l’Eliodoro e la rossa e assai rara Bixbite)ed il nome deriva dal latino “aqua” (acqua) e “marinus” (che appartiene al mare). Il colore più pregiato dell’Acquamarina è l’azzurro(il colore del cielo), meno costose sono invece le varietà di tonalità verde acqua; maggiore è l’intensità, maggiore è il suo valore.
Questa pietra possiede caratteristiche uniche tra cui il tipico sistema esagonale in bellissimi cristalli azzurri, che possono raggiungere un metro di lunghezza in totale trasparenza.Possiede una durezza di 7,5/8 sulla scala di Mohs e una densità di 2,6/2,9.
Il suo colore dipende dalla presenza di titanio o ferro all’interno della sua composizione. L’acquamarina più pregiata è caratterizzata da una buona colorazione e da una purezza “eye clean”, ovvero priva di inclusioni visibili ad occhio nudo e con un’ottima trasparenza e limpidezza, I giacimenti più importanti si trovano in Brasile, Mozambico, Afganistan, Russia, Madagascar, Nigeria, Pakistan, California, sud Africa, Sri Lanka, India ed Australia.
Il suo prezzo medio al carato varia dai 100 a 350 euro;


QUARZO: è un silicato il cui nome in italiano sembrerebbe essere una traduzione errata di un testo latino, risalente al 1550, che affermava che le rocce quarzose venissero chiamate, in Germania, “querz erz” (letteralmente “minerale che attraversa la roccia”). La storia di questo minerale segue di pari passo quella dell’uomo, poiché è stato il primo ad essere impiegato dai primitivi per la costruzione di armi da caccia ed è il minerale da cui attualmente si estrae il silicio, probabilmente l’elemento più importante per tutta l’industria elettronica.
Dopo i Feldspati, è il minerale più diffuso sulla crosta terrestre e le tipologie di questa pietra sono numerosissime. Gli esemplari più conosciuti sono l’Ametista (viola), il Citrino (giallo e arancio), il Quarzo rosa, il Quarzo Ialino o cristallo di rocca (incolore), Affumicato (marrone, nero e grigio), Latteo (bianco). Il quarzo può presentare degli effetti ottici come il cosiddetto gatteggiamento che dona quattro varietà di pietra: “occhio di gatto” (di colore giallastro), “occhio di tigre” (di colore giallo-bruno), “occhio di bue” (di colore rosso, rosso-bruno) e “occhio di falco”(di colore bluastro);l’ iridescenza che crea la varietà “Iris”, la lattescenza con la varietà “Lattea” e raramente l’ asterismo (essenzialmente nel quarzo rosa incluso da rutilo). A volte può avere delle inclusioni che lo caratterizzano al punto da fornire ulteriori varietà; le principali sono quarzo fantasma, rutilato, tormalinato e dendritico. Inoltre è possibile trovare delle colorazioni intermedie e casi di policromatismo.
Questa pietra può essere di origine magmatica, sedimentaria o metamorfica ed i cristalli più belli si trovano in zone in cui esso ha un’origine idrotermale.
Possiede una durezza di 7 sulla scala di Mohs e una densità pari a 2,65 g/cm3.
I principali giacimenti sono in Brasile, Uruguay, Canada, USA (Arkansas, Montana), Messico, varie località africane (Madagascar), India, Germania e Russia;


AMETISTA: é la varietà viola del quarzo; Il nome deriva dal greco “amèthystos” che significa “non ubriaco”.
Secondo antiche tradizioni questa pietra aveva delle proprietà terapeutiche: greci e romani bevevano infatti il vino da coppe ricavate proprio da questo cristallo in quanto si riteneva che fosse in grado di contenere l’ubriachezza, portando sobrietà a livello generale o, comunque, una rapida ripresa.In passato era una pietra molto ambita (soprattutto nel Medioevo) ma con la scoperta dei grandi giacimenti brasiliani nel XIX secolo, il suo valore ed il suo prezzo sono notevolmente scesi ed è diventata accessibile a tutti.
Il colore tipico della pietra è il viola che può essere intenso, ma anche lilla chiaro ed ha spesso una disposizione a chiazze o bande. Un colore viola intenso sarà sempre più costoso dei toni di lavanda.
Si tratta di una gemma dicroica poiché mostra una tinta porpora, bluastra o rossastra da differenti angolazioni di osservazione. Se viene riscaldata a temperature di circa 400-500°C, cambia il suo colore in giallo o in verde; se invece il riscaldamento avviene a basse temperature, essa si schiarisce. L’Ametista si trova sotto forma di cristalli riuniti in druse ossia un raggruppamento di cristalli su una matrice rocciosa, la dimensione è variabile così come il colore dei cristalli. Esistono inoltre degli esemplari costituiti dall’incrocio di due pietre differenti come l’Ametista Cacoxenite (Quarzo di Ametista misto a Quarzo Cacoxenite), l’Ametrino (Quarzo di ametista misto al Quarzo Citrino) e l’Ametista Rutilata (Quarzo di Ametista misto a Quarzo Rutilato). Ulteriori tipologie di questa pietra sono Ametista Brandberg (proviene dalla montagna più alta della Namibia, il quarzo Ametista si unisce al Quarzo Fumè formando particolari tonalità di colore), Ametista Chevron (Ametista che presenta bande di quarzo bianche) e Ametista Verde (Prasiolite, Ametista viola sottoposta a trattamento termico).
Questa pietra si può trovare trova in depositi alluvionali o in geodi. In Brasile vi sono alcune tra le più grandi geodi contenenti l’Ametista; si rinviene anche in Russia (con sfumatura rossastra), in Canada (con sfumatura viola), Sri Lanka, India, Madagascar, Stati Uniti, Germania, Australia, Namibia, Zambia e Italia (Valle Aurina e Vicentino).
Possiede una durezza di 7 sulla scala Mohs e un peso specifico di 2,65. Il suo prezzo medio al carato varia dai 30 ai 150 euro;


QUARZO CITRINO: è la varietà gialla del quarzo; Il nome deriva dal francese “citron” che significa limone.
Conosciuta sin dai tempi più antichi, solo con l’arrivo dei Romani venne impiegata come gemma ornamentale e successivamente anche in campo medico. Si credeva infatti che portasse grandi benefici all’apparato digerente proteggendo il corpo dalle sostanze nocive.
Possiede caratteristiche molto simili a quelle dell’ametista viola, da cui differisce unicamente nel tasso di ossidazione delle impurità di ferro presente nella composizione; presenta quindi, una durezza pari a 7 sulla scala di Mohse una densità pari a 2,65 g/cm3.
Il Quarzo Citrino naturale si presenta unicamente con un colore giallo pallido, mentre quello commercializzato viene sottoposto a trattamenti di riscaldamento che ne intensificano il tono, portandolo fino all’arancione tipico del citrino Madeira. Se trattato, il citrino è un Quarzo, il cui colore può variare da un giallo limone chiaro fino a un colore marrone terroso con alcune sfumature arancioni al centro; inoltre, il Quarzo Citrino naturale è pleocroico, ovvero presenta una lieve variazione di colore quando si osserva il cristallo da differenti direzioni.
I diversi nomi associati a questa pietra dipendono, generalmente, dal suo colore. Alcune delle varietà più popolari sono: Citrino giallo (di colore giallo limone, Citrino dorato ( di colore giallo dorato), Citrino di Madeira (da arancio dorato a marrone rossastro), Fire Citrine (inome commerciale del Deep Orange Citrine)e
Palmeria Citrine (di colore arancio Brillante).
Si trova, generalmente, all’interno delle rocce vulcaniche e nei geodi. I giacimenti più importanti sono disponibili negli Stati Uniti, in Uruguay in Madagascar e in Brasile. Il prezzo medio al carato varia dai 10 ai 100 euro;


QUARZO ROSA: è la varietà rosa del quarzo ed é una delle gemme più richieste sul mercato. Il suo colore varia da un rosa pallido fino ad un tono leggermente più forte (verso il rosa pesca).
Le tracce più antiche sono state rinvenute in Medio Oriente, in quello che fu il territorio della Mesopotamia. Già la tradizione gioielliera assira ci offre testimonianze del fatto che, ben 6000 anni fa, questo pregiato materiale trovasse applicazione in oggetti che venivano prodotti per assecondare il gusto dell’epoca. Viene considerato , dalla tradizione popolare,la pietra dell’amore e dei sentimenti poiché aiuterebbe a migliorare i rapporti sentimentali, a rimuovere eventuali blocchi e a gestire i legami personali andando oltre le apparenze; la cristalloterapia sostiene che indossarla può aiutare a liberarsi dallo stress quotidiano, focalizzandosi sulla sfera affettiva.
La sua formazione scaturisce da un progetto litogenetico primario e dunque è una pietra lavica. Possiede una durezza di 7 sulla scala di Mohs e un peso specifico di 2,5. I maggiori giacimenti si trovano in Brasile, Madagascar, Sri Lanka, Stati Uniti , Europa e Giappone. L’utilizzo del quarzo rosa è molto comune nella realizzazione di oggetti e gioielli, per questo non è molto costosa;

CALCEDONIO: si intende il quarzo nelle varietà microcristalline che costituiscono dei depositi concrezionati. Il Calcedonio è una pietra utilizzata fin dall’antichità per la realizzazione di gioielli, oggetti ornamentali e piccole sculture.
Il nome deriva dal greco “Chalkedon”, termine riferito alla città di Calcedonia (antica città mineraria della Bitinia, oggi Kadikoy, in Turchia). Nella cristalloterapia viene considerata una pietra adatta a combattere l’ansia e la depressione.
La pietra si presenta con una struttura costituita da fibre criptocristalline, isorientate e a volte in aggregati microgranulari. Possiede una durezza di 6,5-7 sulla scala di Mohs, una durezza leggermente più bassa di quella del quarzo. La colorazione è molto variabile e dipende dagli elementi presenti nel reticolo cristallino; a seconda del colore, il Calcedonio assume diversi nomi. Le varietà principali sono: il Calcedonio comune (la varietà di colorazione bianco-grigio azzurrognolo ma è possibile trovarlo anche di colore giallo e rosa-lilla), la Corniola (varietà traslucida e trasparente dal caratteristico colore rosso dovuto alla presenza di ferro), l’Agata (varietà dalla tipica struttura zonata o striata e con colorazioni molto variabili), Crisoprasio (varietà traslucida caratterizzata da un colore verde uniforme dovuto a tracce di nichel), l’Eliotropio (di colore verde scuro opaco con punti di colore rosso, anche conosciuto con il nome di Diaspro Sanguigno) e l’Onice (Copre le tonalità rosso-brune e tutta la gamma dei grigi fino al nero).
Il Calcedonio si forma comunemente in ambiente filoniano idrotermale di bassa temperatura (cavità interna di geodi) e metamorfico ma può accadere anche che si formi in rocce sedimentarie detritiche. I principali giacimenti si trovano in Uruguay, Brasile, Italia, Germania, Russia, Stati Uniti, Canada;


CORNIOLA: è la varietà più conosciuta del Calcedonio, membro della famiglia dei Quarzi. Il suo nome deriva dal latino “carneus” che significa “fatto di carne”, a richiamare il suo colore rosso; Il colore della gemma è sempre stato collegato al sangue e per questo fin dall’antichità è stata considerata un simbolo di vita capace di donare forza, coraggio ed energia a chi la indossava.
Il colore più apprezzato è il rosso arancio dovuto alla presenza di ossidi di ferro mentre Le tonalità più chiare sono dovute alla presenza di idrossido di ferro. È una pietra traslucida, a volte opaca.
Era conosciuta e amata fin dall’antichità. Gli antichi Egizi la consideravano simbolo della vita per via del colore rosso che ricorda il sangue; questa pietra aveva il compito di aiutare i defunti nel viaggio nell’aldilà ed è stata ritrovata anche sul pettorale funerario del faraone Tutankhamon. È molto apprezzata anche nel Buddhismo e nell’Islamismo che la considerano rispettivamente “Pietra della saggezza” e “Pietra della Mecca” poiché sembra che Maometto indossasse un anello con un sigillo in Corniola.
Anticamente la Corniola veniva estratta nei giacimenti presenti in India, in Arabia e in Persia mentre oggi si estrae in Sud America e in Uruguay.
Possiede una durezza di 7 sulla scala di Mohs e un peso specifico di 2,61. Il suo prezzo medio al carato è molto contenuto;


ONICE: è una varietà di Calcedonio e Il suo nome deriva dal greco “onyx” che significa “unghia” o “artiglio”. È una gemma opaca e il suo colore varia dal bianco, al marrone scuro fino al nero.
Secondo la leggenda questa gemma sarebbe stata creata quando Cupido tagliò le unghie a Venere dormiente e le lasciò sparse sul pavimento. Poichè le parti di una creatura divina non sono mortali, le divinità le trasformarono in una gemma, che venne successivamente chiamata Onice.Nell’antica Grecia tutte le colorazioni del Calcedonio venivano chiamate “Onice”; sono stati i Romani che hanno utilizzato più tardi questo nome solo per le gemme di Calcedonio nere e marrone scuro.
Questa pietra viene collegata spesso all’istinto e all’intuizione, per questo dovrebbe sviluppare l’autorevolezza e il pensiero analitico.
Come l’Agata, anche l’Onice è una gemma striata. Nell’antica Roma è stata usata per la glittica, ossia l’arte degli intagli; con questa tecnica i Romani sono stati realizzati cammei con immagini di persone o di scene celebri. Era molto apprezzata anche come sigillo, in quanto non si attaccava alla cera.
Come l’Agata, anche l’Onice è una gemma striata. Possiede una durezza di 6/7 sulla scala di Mohs e un peso specifico di 2,6.
I principali giacimenti si trovano in Brasile, India, Madagascar e Uruguay. Il suo prezzo medio al carato varia da 1 ai 50 euro;


GRANATI : sono dei silicati di magnesio (o ferro) e alluminio; costiuiscono un folto gruppo di minerali multicolori ben noti e dal caratteristico aspetto tondeggiante “granulare” da cui deriva il nome.
Dato il suo colore rosso trasparente, i popoli antichi associavano il granato al sangue. Le culture indigene del Brasile lo chiamavano il sangue della terra e lo consideravano responsabile della fertilità del suolo e della ricchezza della vegetazione tropicale.
Il granato corrisponde nel Medioevo al carbonchio, la leggendaria pietra che risplende al buio e dona luce e speranza alle anime che si trovano nell’oscurità, oltre a preservare dalle malattie degli occhi e dalla peste.Era considerata anche la pietra degli eroi, cioè era dedicata a coloro che erano in grado di sopportare dure prove per dimostrare il loro coraggio: infatti il granato ha un aspetto insignificante quando è grezzo, ma diventa luminoso se lavorato, dunque rappresenta una metafora della trasformazione e della crescita dell’individuo.Durante le guerre, si usava incastonare il granato sugli scudi e sull’impugnatura delle spade come protezione. Si ritiene inoltre che promuova la fiducia in se stessi, la forza di volontà e la gioia di vivere , che doni la capacità di considerare gli ostacoli come sfide fondamentali per la crescita e la felicità ed infine che infonda coraggio, speranza e ottimismo.
La composizione può variare e possono esistere granati di costituzione intermedia tra quelli fondamentali, che sono: piròpo (di colore rosso scuro), almandino (di colore rosso bruno e nero), spessartite (di colore giallo e rosso scuro), Grossularia (di colore grigio e verde pallido), andradite (di colore rosso scuro e nero) e uvarovite (di colore verde smeraldo), Rodolite (di colore rosso scuro/violaceo), Melanite (di colore nero) ed Hessonite (di colore rosso, giallo, arancio e bruno).
Il colore varia dal rosso scuro, bruno o violaceo fino al giallo/arancione; le varietà trasparenti di colore intensamente rosso o verde sono apprezzate pietre da taglio. La lucentezza è in genere vitrea e la limpidezza assai variabile, dato che si possono trovare granati perfettamente trasparenti e translucidi oppure opachi, come nella maggior parte dei casi.
Possiedono una durezza di 6,5/7,5 sulla scala di Mohs e un peso specifico che varia da 3,4 a 4,6.
I principali giacimenti si trovano in Repubblica Ceca, Sudafrica, Madagascar, Stati Uniti, Messico, Brasile, Australia, Birmania, Sri Lanka e India; nelle varietà meno pregiate si rinviene anche in Italia, nella zona delle Alpi. Il suo prezzo medio al carato varia dai 40 fino ai 5.000 euro.


SPINELLO: é un’ossido complesso di magnesio e alluminio, il quale fa parte di una numerosa famiglia di minerali denominati collettivamente “spinelli”. Il nome deriva dal greco “scintilla” o probabilmente dal latino “punta”
Tutti gli spinelli cristallizzano nel sistema cubico e hanno la medesima struttura. Lo spinello propriamente detto forma piccoli cristalli ottaedrici incolori o variamente colorati. La varietà ferrifera ha un colore bruno-nero ed è detta pleonasto; quella di colore rosso è detta rubino balascio; quella con colore verde bottiglia o verde nerastro è detta ercinite (presente in Valmalenco).
Possiede una durezza di 8 sulla scala di Mohs e un peso specifico di 3.5.
Questa pietra fino al XIX secolo fu annoverata fra i rubini e solo in seguito venne riconosciuto come minerale a sé. Una delle cause della confusione con le altre pietre preziose è la vicinanza tra giacimenti di Spinelli e di Corindoni (Rubino e Zaffiro). I principali giacimenti si trovano in Myanmar, Sri Lanka, Afghanistan, Australia, Brasile e Madagascar. Il prezzo medio al carato si aggira intorno ai 300 euro;


OPALE: È una forma di silice idrata. Il nome Opale deriva dal latino “opalus”, che a sua volta deriva dal greco “opallios” e significa “vedere un cambiamento” ma la fonte originale del nome è probabilmente il sanscrito “upala” (pietra preziosa), il che sembrerebbe accreditare l’opinione che l’India fosse un tempo fonte di Opali per l’antica Roma. Per molto tempo è stato usato come talismano, in grado di portare fortuna e successo a chi lo indossasse; gli antichi greci credevano che l’Opale incarnasse la capacità di prevedere il futuro, mentre per gli antichi romani rappresentava il simbolo della speranza e purezza. Gli arabi supponevano che gli Opali fossero caduti dal cielo con un fulmine e che per questo potessero proteggere dai fulmini, oltre che conferire l’invisibilità.
Nelle sue varietà più pure l’opale è incolore, limpido e trasparente, ma più spesso è lattiginoso, traslucido fino a completamente opaco.
Solo alcune varietà di opale vengono utilizzate come gemme dette opale nobile, che è lattiginoso con vivacissime iridescenze, che raggiungono le massime espressioni nell’opale arlecchino, e l’opale di fuoco (più trasparente di quello nobile). Il gioco di luci è dovuto alla presenza di una microstruttura di sferette di silice che producono una interferenza nelle onde luminose. I principali giacimenti si trovano in Brasile, Perù, Messico Tanzania ed Australia.
Le varietà della pietra che presentano il gioco di colore vengono differenziati tra di loro a seconda della roccia ospitante (detta “matrice”) sulla quale gli Opali si formano e della trasparenza e del colore che ne risulta (la tonalità base sulla quale è visibile il gioco di colore dell’Opale) e sono molteplici: Nero, Grigio, Bianco, di Welo, Gelatina e Cristallo.
Non tutti gli Opali presentano però un gioco di colore. È il caso dell’Opale di Fuoco (un cristallo trasparente o traslucido, con nessun gioco di colore, esibisce meravigliose tonalità arancio, rosso, giallo e anche blu), l’Opale di Fuoco Buriti (si estrae in Brasile e incanta con i suoi colori rossi e arancio), l’Opale Peruviano (rara varietà che esibisce blu traslucidi, rosa e verdi) e l’Opale Giallo e Verde traslucido (della Tanzania).
Possiede una durezza di 5,5/6,5 sulla scala di Mohs e un peso specifico che oscilla tra 1,9 e 2,3. Il prezzo medio al carato varia dai 10 ai 250 euro;


PERIDOTO/OLIVINA: è un silicato di ferro e magnesio, il cui colore verde è dovuto alla presenza di ferro (Il colore diventa più intenso con l’aumentare del contenuto di questo elemento). Il nome deriva dalla parola araba “faridat”, che significa gioiello.
Ha una storia molto antica poiché fu utilizzato per migliaia di anni per realizzare gioielli e monili e veniva scambiato facilmente per smeraldo. Gli antichi romani la chiamavano “smeraldo della sera” perchè avevano notato che il suo colore non si scuriva di notte; anche gli antichi Egizi lo apprezzavano molto e si ritiene che i famosi smeraldi di Cleopatra fossero proprio Peridoto. Il Peridoto fu portato in Europa nel periodo delle crociate e fu usato nella decorazione di chiese medievali.La credenza popolare che si è tramandata nel tempo ritiene le proprietà dell’Olivina siano tali che se montato su oro giallo e indossato al braccio destro, diventi un vero e proprio talismano.
Si forma all’interno delle rocce ricche di magnesio prive di silice e nelle rocce magmatiche vulcaniche. Possiede una durezza di 6.5/7 sulla scala di Mohs e un peso specifico di 3,34. Il suo colore può variare da un verde-giallo ad un verde-bruno (più o meno intenso e più o meno scuro); la tonalità sicuramente più pregiata e rara è il verde puro e saturo, privo di sfumature gialle o brune.
I giacimenti più importanti si trovano presso l’isola vulcanica di Zabarjad (St. John), nel Mar Rosso, e risultano attivi fin dal 1.500 a.C. Oggi il Peridoto di migliore qualità proviene dalla Birmania ma viene estratto anche in Pakistan, in Vietnam, in Australia, in Cina, in Egitto, in Kenya, in Norvegia, in Arizona, in Messico, in Oregon, in Russia e Kashmir (Pakistano). Il prezzo medio al carato è molto contenuto.

Altre pietre semi-preziose importanti sono la FLUORITE, la IOLITE, la MORGANITE, l’ELIODORO, l’AGATA, il CRISOPRASIO, la KUNZITE, l’HIDDENITE, il TURCHESE, il TOPAZIO, l’UNAKITE e la VARISCITE.
Nel prossimo articolo troverete la descrizione delle principali rocce considerate come pietre preziose, buona lettura!

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