L’uomo si è interessato alle pietre e alle gemme sin dall’antichità e la loro scoperta ha, senza dubbio, pervaso il grado di civilizzazione che nel corso dei secoli egli ha raggiunto. Le prime pietre naturali ad essere state trovate e lavorate furono l’ambra, il diaspro, il corallo, la perla, il turchese, lo smeraldo e la giada ed erano privilegio dei potenti perché la loro preziosità era simbolo di ricchezza e di appartenenza ad elevati ranghi sociali. Queste gemme, grazie alla loro appariscenza e al loro misterioso charme, venivano impiegate per creare talismani e amuleti, in quanto si credeva che esse apportassero positività e prosperità a chi le possedeva ed utilizzava. Ai giorni nostri indossare gioielli ha acquisito ancor più significato poiché non si tratta solo di sfoggio di lusso e di ricchezza, ma la scelta di un monile può essere legata all’espressione di sentimenti o messaggi particolari, oltre a soddisfare un piacere personale e la ricerca di benessere e armonia interiore.
Prima di inoltrarci in questo meraviglioso mondo, però, è fondamentale chiarire il significato di alcuni termini che spesso provocano confusione. Esistono due tipi di pietre, ormai utilizzate nella produzione di gioielli: le pietre sintetiche e le pietre naturali. Le pietre sintetiche sono interamente fabbricate dall’uomo in laboratorio con lo scopo di riprodurre le proprietà fisiche e chimiche o l’estetica di una pietra naturale. Per pietra naturale, invece, si intende l’insieme delle pietre che troviamo in natura e di cui è composta la terra, compresi i fossili, i minerali, le rocce e i marmi. In mineralogia (scienza che studia la composizione, la genesi e la trasformazione dei minerali) un minerale si definisce come un corpo solido, inorganico e naturale che si è formato attraverso i processi geologici. La scienza li divide in dieci diverse “classi” in base alla loro composizione chimica; le classi comprendono elementi basici, solfuri, ossidi e idrossidi, nitrati, fosfati e sostanze organiche e si suddividono a loro volta in “specie”, le quali possiedono una composizione chimica ben definita e una struttura fisica solitamente cristallina. Le più importanti specie di pietre includono Berillo, Corindone, Quarzo, Zircone, Spinello, Topazio, Opale e Zoisite. Ogni specie può avere una o più varietà; sono definite in modo meno rigoroso ma solitamente si distinguono per colore o per alcuni fenomeni ottici particolari. Alcune specie hanno numerose varietà, come il Corindone (Rubino, Rubino Stellato, Zaffiro e Zaffiro Stellato) e il Quarzo (Ametista, Quarzo Citrino, Crisoprasio); altre specie, come la Zoisite, hanno poche varietà mentre altrettante, come il Peridoto, sono prive di varietà. Alcune varietà hanno sviluppato una propria identità cosi forte da non essere più semplicemente riconosciute come appartenenti ad una specie (membri della specie di Berillo: Smeraldo, Acquamarina, Morganite e Berillo dorato). Una roccia invece è un aggregato di minerali e, come tale, non ha una specifica composizione chimica.
Il termine “Gemma” indica un insieme di materiali di diversa origine che, a causa della loro specifica lucentezza, colore, trasparenza e brillantezza, oltre che rarità, assumono un elevato valore economico. Rientrano nella categoria tutte quelle specie e varietà minerali (oltre ad alcune rocce ed alcuni materiali di origine vegetale e animale) che, lavorate tramite taglio o lucidatura per migliorarne l’estetica e accrescerne il pregio, sono state utilizzate nell’ambito della gioielleria, decorazione o acquistate da collezionisti per puro piacere personale (non a scopo di lucro). In natura i minerali si trovano in forma grezza e vengono trasformati sotto forma di pietre con le più svariate forme e dimensioni; queste pietre poi vengono ridotte in parti più piccole e lavorate in modo da attribuirgli una forma e un taglio specifico, producendo su queste piccole superfici delle sfaccettature che servono ad esaltarne la lucentezza e la brillantezza, rifrangendo la luce che incide sulle faccette stesse. Da una singola pietra può essere ottenuta una quantità indefinita e variabile di gemme. Appartengono a questa famiglia anche le Gemme di origine organica, animale (Ammolite, Avorio, Corallo e Perle) e vegetale (Ambra e Gaietto). Inoltre le gemme si suddividono in “Gemme di colore” e “Gemme incolori”. Alla prima tipologia appartengono tutte le gemme che possiedono un colore evidente e caratterizzante (Rubino, Zaffiro, Smeraldo…), mentre alla seconda appartengono le gemme totalmente incolori (Diamante incolore, Cristallo di Rocca, la Salgemma, L’Aragonite, Quarzi, Zaffiri, Topazi e Zirconi bianchi). Infine, spesso, si confonde il concetto di pietra dura con quello di gemma. Il termine pietra dura indica una tecnica di taglio e composizione di pietre allo scopo di creare delle immagini predefinite. È una tecnica romana emersa nel XVI secolo, poi sviluppata a Firenze (dove si trova l’Opificio delle pietre dure, uno dei più importanti laboratori di restauro), che consiste nell’impiegare pietre e marmi per creare delle composizioni.
