Il termine “ Gemma “ indica un insieme di materiali di diversa origine che , a causa della loro specifica lucentezza, colore, trasparenza e brillantezza oltre che rarità, assumono un elevato valore economico. Rientrano nella categoria tutte quelle specie e varietà minerali (oltre ad alcune rocce ed alcuni materiali di origine ed animale) che, lavorate tramite taglio o lucidatura per migliorarne l’estetica e accrescerne il pregio , sono state utilizzate nell’ambito della gioielleria, decorazione o acquistate da collezionisti per puro piacere personale (non a scopo di lucro). Appartengono a questa famiglia anche le cosiddette gemme di origine organica animale (Ammolite , Avorio , corallo e perla) e vegetale (Ambra e Gaietto ).

AMMOLITE: È costituita dai gusci fossili di ammoniti, che a loro volta sono composti principalmente da aragonite (lo stesso minerale contenuto nella madreperla), con una microstruttura ereditata dal guscio. La composizione chimica della pietra è variabile e, oltre all’aragonite, può includere calcite, silice, pirite o altri minerali. Nella lingua degli indigeni della tribù dei Piedi Neri, veniva chiamata pietra Aapoak (nella lingua di Kainah “gioco di colore”) o Iniskim (“pietra del bufalo”). È molto conosciuta da chi pratica il Feng Shui; si ritiene che questo minerale sprigioni energia vitale e che sia in grado di disintossicare il corpo, aiuti la meditazione profonda e porti fortuna, ricchezza e prosperità. Inoltre rafforza la volontà di vivere la vita in modo più completo e aumenta la crescita emotiva.
Tutta la produzione commerciale mondiale proviene da una piccola area lungo il fiume St. Mary, nel sud-ovest dell’Alberta, in Canada. Lì, due compagnie estraggono l’ammolite da strati sottili risalenti a 70-75 milioni di anni fa (Bearpaw Formation), dove si trovano i fossili di ammonite.
La maggior parte di questa gemma viene utilizzata per produrre “terzine”. Queste sono realizzate sostenendo il fragile materiale iridescente con una lastra sottile per la stabilità e completandolo con una copertura trasparente per la protezione. L’ammolite è una delle sole tre pietre preziose che sono state classificate come una vera gemma dalla Confederazione mondiale dei gioielli negli ultimi 300 anni insieme alla Tanzanite e alla Sugilite.
Il termine “Korite” è un nome commerciale dato alla gemma dalla compagnia mineraria Korite ,con sede ad Alberta, che si occupa di estrarre e commercializzare la gemma; Marcel Charbonneau e il suo socio in affari Mike Berisoff sono stati i primi a creare doppietti commerciali della gemma nel 1967.
Nel 1981 le è stato conferito infatti lo status di gemma ufficiale dalla Confederazione mondiale dei gioielli, lo stesso anno in cui è iniziata l’estrazione commerciale dell’ammolite. È stata designata la gemma ufficiale della città di Alberta nel 2007.
Possiede una durezza di 3.5/4.5 sulla scala di Mohs e un peso specifico di 2.60/2.85. Per maggiori informazioni o per acquistare visitate il sito www.korite.com

CORALLO: è stato molto apprezzato e ricercato fin dall’antichità. Era molto amato dai Celti che lo usavano anche per adornare i loro cavalli. Il corallo veniva utilizzato anche per la realizzazione di monili e oggetti ornamentali, come moneta di scambio e gli si attribuivano anche proprietà medicamentose; i Greci, infatti, lo usavano soprattutto in farmacologia. La pesca e la lavorazione del corallo era molto diffusa in tutto il Mediterraneo e nei paesi della costa del Nord Africa. . Iniziato nei tempi antichi, l’uso del corallo ha continuato ad essere apprezzato nel corso del tempo fino ai giorni nostri.
Alla pietra è associata la proprietà di riuscire a stimolare l’energia vitale, eliminare gli squilibri energetici e favorire i cambiamenti interiori, soprattutto riguardanti la sfera affettiva.
È un carbonato di calcio organogeno costituito dall’esoscheletro ramificato di micropolipi ad otto tentacoli che vivono in ampie colonie presenti nei fondali marini. Il termine corallo, dal latino “corallium”, prestito dal greco “koràllion”, è probabilmente di origine semitica, dalla parola ebraica “goral”, che significa ‘sasso, pietra’.
Il corallo più prezioso è Corallo Mediterraneo, ed è rosso scuro, mentre la variante rosa viene detta “pelle d’angelo”. Le varietà di colorazione striata o chiazzata hanno, invece, valore inferiore, mentre quelle nere e “bambù” non sono coralli bensì madrepore. Esiste anche un corallo fossile, l’aranciato Sciacca, (rinvenuto solo tra la fine dell’800 e i primi del 900 in banchi a sud della Sicilia, è assai raro ed è presente unicamente all’interno di preziosi gioielli d’epoca), il corallo azzurro, bianco e rosa.
Possiede una durezza di 4 sulla scala di Mohs e un peso specifico di 2.6 – 2.7 g/cm3. Si può trovare nel Mediterraneo (vicino alla Sardegna e alla Sicilia),nel Mediterraneo orientale,nel Mar Rosso e nei mari attorno al Giappone nel caso della varietà rossa; nella zona delle isole Hawaii, in Australia, nel Mar Rosso, sulle coste occidentali dell’Africa e nelle Antille nel caso della varietà nera; nelle zone della Cina, del Giappone e di Taiwan nel caso della varietà bianca. Per maggiori informazioni visitate il sito www.massagioconda.it

PERLA: è un materiale organico solidificato che si forma nelle ostriche (o in altri molluschi bivalvi) quando un granello di sabbia si infiltra al suo interno. Essendo costituita da carbonato di calcio e da una sostanza organica, la conchiolina, la perla si deteriora molto facilmente (umidità, calore, acidi e sudore sono particolarmente dannosi).
Può avere diversi colori: bianco, grigio, rosa, blu-verde, giallo-crema, nero.
È nota fin dall’antichità. I Romani la offrivano all’egiziana dea Iside per ottenerne i favori e veniva indossata dai pescatori come protezione contro gli squali.
Secondo una leggenda dell’Oriente antico, le perle sono gocce di rugiada cadute dalla luna e catturate dalle ostriche. Al collo, la Perla è un talismano che consente di capire quando si incontra il compagno giusto. Ancora oggi, in India, le donne portano lunghissime collane di perle per proteggere la gravidanza.
La ricerca delle ostriche perlifere da parte delle amah (figlie del mare) e cioè di donne che raccoglievano nei fondali poco profondi di alcuni mari i preziosi molluschi è tecnica ormai completamente abbandonata. Oggi questi preziosi animali vengono coltivati in opportuni bacini e sollecitati dall’uomo che vi inserisce all’interno un corpo estraneo (generalmente madreperla). I molluschi si attivano immediatamente alla copertura dell’oggetto con uno strato di perlagione che isolerà il corpo estraneo dal mollusco.
A seconda del mollusco e delle acque dove esso vive si ottengono risultati diversi in dimensioni e qualità. Le perle commerciate oggi sono di origine marina o lacustre Le prime a seconda del mollusco e della tecnica utilizzata si dividono in:
- Perle di coltivazione giapponese: raggiungono dimensioni fino a 9-9 e ½ mm di diametro;
- Perle di coltivazione australiane: raggiungono anche i 20 mm di diametro. Queste ultime sono entrate nel mercato solo negli anni ’60 e benché le tecniche di coltivazione siano molto migliorate hanno sempre avuti costi altissimi. La forma e la lucentezza di queste perle può essere varia e conseguentemente la perfezione e la maggiore luminosità ne aumenteranno il valore a parità di dimensione;
- Perle tahitiane: di origine Marina, sono il frutto della perlagione dovuta a molluschi che producono perle di colore variabile dal grigio chiaro fino quasi a nero. Sono anche di dimensioni notevoli come le australiane;
Le perle di acqua dolce sono invece il frutto della tecnica cinese che ,partita alcuni decenni fa con piccole perle a forma di riso ottenute da molluschi che vivono in bacini lacustri, ha oggi ottenuti risultati sorprendenti. Già da qualche anno i coltivatori cinesi propongono perle di dimensioni straordinarie, perfette o barocche (di forma strana), che hanno invaso il mercato grazie ai prezzi molto più economici. Va sottolineato che le perle d’acqua dolce sono tutta perlagione a differenza delle perle di mare il cui strato deposto dal mollusco supera solo raramente il millimetro. Anche in questo caso il valore della perla dipende dalle dimensioni, dalla perfezione e dalla lucentezza, che solo raramente raggiunge o supera quella di una perla di coltivazione di mare. Per maggiori informazioni visitate il sito www.blogdeipreziosi.it

AMBRA: le resine che milioni di anni fa uscivano dalle conifere dei paesi Baltici e dalle piante leguminose di Santo Domingo, catturando strada facendo animaletti, foglie e altri frammenti organici, hanno attraversato le ere geologiche fossilizzandosi e trasformandosi in ambra, materia solida e traslucida di colore dal giallo pallido a bruno rossastro che oggi ha il valore di vera e propria gemma.
Il suo fascino è racchiuso nella testimonianza di vita primordiale (insetti, aracnidi, piccoli rettili, fiori, pollini) che conserva nelle preziose inclusioni.
Il nome deriva dall’arabo “anbar” che significa “sostanza fragrante”. Giunto a noi tramite gli spagnoli, il termine “anbar” si riferiva in realtà a una sostanza aromatica prodotta dalle balene capodoglio, in passato molto usata in profumeria, chiamata ambra grigia.
In virtù del suo legame col sole, l’Ambra è sempre stata considerata come una luce magica che guida gli uomini nel mondo ultraterreno. I Greci la chiamavano “elektron”, ossia “fatta di sole”. Dall’etimologia greca e dalla caratteristica dell’Ambra di caricarsi elettrostaticamente per strofinamento, noi deriviamo oggi il termine “elettricità”. Come suggerisce l’altro nome colloquiale “pietra di mare”, l’Ambra rimane a galla sull’acqua salata per poi depositarsi sulle spiagge della costa del Mar Baltico, giungendo a volte fino alle Isole Britanniche. I Romani la chiamavano “succinum”, che deriva da “sucus”, ossia “succo” o “liquido spesso”. L’Ambra del Baltico viene per questo denominata anche Succinite, dal nome di una conifera da cui si formava, Pinus Succinifera, molto diffusa 50 milioni di anni fa nell´Europa del nord. Una gemma con una tradizione così antica è legata naturalmente a una storia mitica.
Da trasparente a traslucida, l’Ambra presenta una vasta gamma di colori: blu, marrone, oro, verde, arancio, rosso, bianco e giallo; dell’Ambra Baltica sono state apparentemente documentate 256 tonalità di colore, classificabili in tre grandi gruppi: antico (o classico), cognac e limone. Ha una durezza sulla scala di Mohs pari a 2/3.
Inoltre si stima che circa due terzi delle riserve mondiali di Ambra si trovino nel Baltico, dove proviene attualmente più del 90% dell’Ambra impiegata in gioielleria e nelle arti decorative. Giacimenti di Ambra baltica si trovano in Germania, Danimarca, Svezia, Finlandia, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Russia e Ucraina. Il cuore dell’Ambra baltica è il porto russo di Kaliningrad (chiamata prima Königsberg). Fonti di Ambra sono anche Messico e Repubblica Dominicana, dove l’Ambra tropicale viene ricavata nella Amber Valley. Per maggiori informazioni visitate il sito www.nationalgeographic.it
